La porta 135 è utilizzata principalmente dal protocollo RPC, che consente la comunicazione tra servizi Windows e applicazioni in esecuzione su diversi computer. È anche vulnerabile ad attacchi DoS e, in passato, ha subito attacchi su larga scala da parte di efficaci worm informatici. In questo articolo, puoi apprendere alcune informazioni generali su questa porta, e alcuni suggerimenti di base su come prevenirne la trasformazione in una minaccia alla sicurezza.
Come funziona l'RPC e perché utilizza la porta 135
Le RPC (remote procedure calls) permettono ai programmatori di collegare app e servizi Windows su computer remoti, senza dover implementare funzionalità di rete. Qualsiasi chiamata all’app remota viene invece eseguita su una procedura “stub” locale, che poi utilizza le librerie RPC per inviare la chiamata tramite la rete. Tutto, tranne la chiamata iniziale, avviene in background.
Endpoint Mapper, un componente di RPC, utilizza la porta 135 per avviare connessioni e coordinare l’uso delle porte. Sia per motivi di sicurezza che di efficienza, le app tendono a utilizzare porte TCP separate. Un server RPC o un client di solito ha la porta 135 aperta. La macchina remota utilizza la porta aperta per inviare una richiesta di connessione all’Endpoint Mapper e riceve i numeri di porta che verranno utilizzati per la connessione. Le porte utilizzate per RPC, eccetto la 135 o un’altra porta concordata, sono sempre scelte dinamicamente e non specificate dall’utente.
Le librerie RPC sono incluse in Windows, quindi è un metodo di comunicazione comunemente usato. Infatti, viene utilizzato in Active Directory, che è uno strumento di amministrazione su larga scala per computer Windows. Questo rende ancora più necessario conoscere le potenziali minacce alla porta 135, o ad altre porte RPC fisse.
Sfruttamenti della porta 135
Poiché l’RPC e in particolare la porta 135 rappresentano un potenziale punto di accesso ai servizi di sistema di un computer, sono stati l’obiettivo di numerosi attacchi. Uno degli attacchi più noti che prende di mira l’RPC è il worm Blaster. Ha sfruttato una vulnerabilità nell’Endpoint Mapper per infettare oltre 400 mila macchine prima che venisse applicata una patch.
Oggigiorno, la porta viene utilizzata principalmente per attacchi DoS, con una vulnerabilità sulla porta 135 scoperta di recente, nel 2025. Pur non essendo minacciosa quanto un worm, questa può comunque interrompere una rete di computer Windows e causare danni finanziari a un’azienda.
Migliori pratiche
Sia Microsoft che i fornitori di cybersecurity di terze parti raccomandano di non mantenere aperte porte non necessarie, in particolare la porta RPC 135, su Internet. RPC è pensato esclusivamente per essere utilizzato su reti affidabili.
È anche fondamentale utilizzare versioni aggiornate di Windows, anche su macchine esposte solo a una rete locale. Ad esempio, il Blaster si è diffuso molto più rapidamente una volta che è riuscito a superare un server esterno ed entrare in una rete affidabile. Questo potrebbe accadere anche con futuri exploit.
Se è necessaria la comunicazione RPC tramite Internet, è preferibile non aprire la porta 135, ma utilizzare un’alternativa. Una connessione VPN a una rete affidabile o una connessione RPC-over-HTTP consentiranno una maggiore sicurezza senza impedirti di utilizzare RPC.